Due incontri da quattro ore ciascuno. Un percorso che parte dalla fermentazione e arriva al pane sfornato nel tuo forno di casa.
4 ore
Il primo incontro è dedicato interamente alla pasta madre. Non è un'introduzione teorica: è un momento di lavoro concreto in cui ogni partecipante avvia la propria coltura e inizia a capire cosa sta succedendo dentro il vasetto.
Partiamo dalla chimica elementare della fermentazione, quella che serve per non agire alla cieca. Acqua e farina. Batteri lattici e lieviti selvatici. Il rapporto tra amido e microorganismi. Tutto spiegato nel momento in cui serve, mentre si lavora.
Nella seconda parte dell'incontro osserviamo insieme i segnali di attività, discutiamo la frequenza dei rinfreschi e ogni partecipante porta a casa il proprio vasetto avviato con le istruzioni per i giorni successivi.
Il tuo vasetto di pasta madre avviata, pronta per i rinfreschi dei giorni successivi. Più le istruzioni scritte per mantenerla.
4 ore
Arrivi con la tua pasta madre già attiva. Da qui inizia la panificazione vera. Il secondo incontro copre le tre ricette base del laboratorio, ognuna con una tecnica diversa e una logica propria.
Lavori il tuo impasto dall'inizio alla fine. Non c'è una dimostrazione che guardi: c'è un processo che gestisci, con supporto diretto nei momenti più delicati. La formatura, le pieghe, la gestione del tempo di lievitazione finale.
Il forno entra in gioco nell'ultima parte. Impari come usare il forno domestico per ottenere una crosta autentica: temperatura, vapore, tempi. Poi aspetti. E quando il pane esce, è tuo.
Un pane appena sfornato. Il tuo vasetto di pasta madre, ora consolidata. E la capacità di ripetere il processo da solo ogni settimana.
La forma che tutti riconoscono. Impasto ad alta idratazione, formatura a palla, cottura in cocotte per trattenere il vapore. La crosta che si forma è spessa, sonora, reale.
Questa ricetta insegna la tensione superficiale dell'impasto e l'importanza del vapore nelle prime fasi di cottura. Due concetti che si usano in quasi tutti i pani successivi.
Impasto più morbido, lievitazione in teglia, superficie oleosa. La focaccia è spesso il primo vero successo perché la tecnica è più diretta e il risultato visivamente gratificante.
Si impara la gestione dell'impasto in teglia, la distribuzione dell'olio, la pressione delle dita per creare le fossette. Un gesto semplice che fa tutta la differenza.
L'impasto più idratato del laboratorio. Quasi impossibile da lavorare a mano nel senso tradizionale: si gestisce con le pieghe in ciotola, non con la forza. Richiede fiducia nel processo.
Il risultato è quella mollica con grandi bolle irregolari che rende la ciabatta unica. Impari che un impasto appiccicoso non è un impasto sbagliato.
No. Il laboratorio è pensato per chi parte da zero. Nessuna conoscenza di panificazione è richiesta. Serve solo curiosità e voglia di sporcarsi le mani.
Niente di specifico. Il materiale, gli ingredienti e i contenitori sono inclusi. Se hai un grembiule a cui sei affezionato, portalo pure.
Il numero è volutamente contenuto per garantire attenzione individuale. Ogni partecipante ha il proprio spazio di lavoro e il proprio impasto.
Sì, idealmente con una distanza di cinque-sette giorni. La pasta madre avviata nel primo incontro deve essere ancora attiva e in forma per il secondo. Ti spieghiamo come mantenerla nel mezzo.